14.7.17

FORTUNY FABRICS - GIUDECCA VENICE

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Come ho anticipato nei post precedenti oggi vi racconto della mia visita a uno dei luoghi più magici e affascinanti di Venezia: lo showroom ed il giardino della fabbrica di Fortuny , dove storia e tradizione continuano dal 1919 per creare i bellissimi tessuti conosciuti in tutto il mondo. Si trova al n.805 della Fondamenta San Biagio sull’isola della Giudecca.

Today I tell you about one of Venice’s most magic and fascinating places: the Fortuny showroom and factory garden, where history and tradition continue from 1919 to create the wonderful and worldwide renowned Fortuny fabrics. You can find it at n.805 Fondamenta San Biagio on Giudecca Island.


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Mariano Fortuny fu davvero un artista ed un imprenditore innovativo (vedi anche il mio post sul museo Fortuny), che per tutta la sua vita espresse il suo talento in pittura, incisione, scultura, scenografia, scenotecnica ed illuminotecnica, disegno, fotografia, design di moda e d’interni. Progettò ed inventò lampade innovative, registrò decine di brevetti fra cui la seta plissé, resa famosa con il modello dell’abito Delphos ispirato alla tunica indossata dall’Auriga di Delfi nell’omonima statua greca antica.

Mariano Fortuny was an innovative artist and businessman (read my post on Fortuny Museum). He showed his talent in painting, etching, stage-design, theatrical stage lighting, photography, and interior, set and fashion design. He designed innovative lamps and filed dozens of patents, such as the silk pleating technique (plissé), made famous with his renowned Delphos gown, which was inspired by the tunic of the ancient sculpture “Charioteer of Delphi”.

Delphos gown

Inventò la segretissima tecnica di tintura e stampa dei suoi tessuti con motivi floreali, geometrici o esotici. Una metodologia che dona alle stoffe non solo colori e sfumature unici ad ogni pezza, ma anche effetti cangianti e metallici e soprattutto una tridimensionalità che rende necessario guardare da vicino e toccare la superficie per capire se il motivo è reso dalla tessitura o veramente solo dalla tintura/stampa.

He invented his own secret technique to dye and print textiles with floral, geometric or exotic designs. This method gives each fabric a unique combination of colours and shades and also fantastic metallic and iridescent effects that add 3D texture: you need to get closer and touch the fabric surface to understand if the pattern is created by the weaving or really only by the dye/print process.


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La fabbrica della Giudecca è l’unico sito produttivo dei tessuti Fortuny, che utilizza ancora i macchinari e le tecniche originali per tingere su cotone, i motivi disegnati da Mariano ed è per questo che non è accessibile al pubblico: vogliono giustamente preservare il loro segreto. Ma credetemi lo showroom è pieno di meraviglie: esplorate il loro sito e troverete anche luci, mobili ed elementi decorativi come i mosaici in tessuto!

Giudecca’s factory is still the only place where Fortuny fabrics are produced. They use the original machinery and technique invented by Mariano to dye and print his patterns on cotton fabric. In order to maintain Mariano Fortuny’s trade secrets, the factory allows no visitors; one must be contented with the showroom, but there are enough wonders there to satisfy. The website shows a wealth of lighting, furniture and fabric mosaics as decorative elements.


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5.7.17

GIUDECCA

La Giudecca è la zona di Venezia che ho frequentato meno, e sarà meta delle mie esplorazioni future. La trovo affascinante per la sua doppia faccia: più edificata verso la città e più verde verso la laguna, per le differenze architettoniche di stile con il resto della città e per quell’atmosfera che si trova solo nelle zone meno affollate dai turisti. Nei sestieri centrali, dove gli abitanti originari sono sempre meno, certe cose non si vedono più…le donne sedute fuori dalle porte di casa, lasciata aperta sulla calle o campiello, a chiacchierare con le vicine (una volta ricamare o lavorare con le perle) mi è capitato di rivederle ultimamente solo qui, nel sestier Castello e in alcune isole come Pellestrina…Così come vedere dei “campi” dove c’è ancora l’erba al centro…

Giudecca Island will be the destination of my next trips to Venice, because I don’t know it well. I find it fascinating for its double face: more buildings looking to Venice and more green areas looking to the lagoon, for the architectural differences from Venice and for that special vibe typical of the zones not so full of tourists. In central “sestieri”, where original citizens are always less, you don’t see certain scenes anymore…women sit out of the front door, left open on the “calle” or “campiello”, while chatting with neighbours (in the past also embroidering or working with glass beads).
I’ve seen those scenes, in my near past, only here , in sestier Castello or on the islands as Pellestrina… as well as “campi” that still keep grass in the centre….

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Da bambina se passavo per il canale della Giudecca in barca mi chiedevo cosa fosse quello strano castello di mattoni simile a quelli delle fiabe, ma abbandonato, era così diverso dai palazzi veneziani … con il tempo poi ho scoperto che era il molino Stucky ora Hilton Hotel e che qualche mio antenato ci ha anche lavorato…

When I was a child going through Giudecca channel on a boat, I asked myself “what’s that strange red-bricks castle?” so similar to the ones of fairy tales, but abandoned, it was so different from other Venetian palaces … after few years I’ve discovered that it was the Molino Stucky ,now Hilton Hotel, and even that some forfather has worked there...

Se vi interessa approfondire la sua storia leggete qui:
If you are interested in its story, read here:

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GIUDECCA VENICE FROM GOOGLE


Come sapete amo il recupero di edifici del passato, il molino Stucky è uno di questi casi, ma non è l’unico alla Giudecca: ci sono diverse costruzioni dell’800 nate come industrie che per fortuna sono state riconvertite dopo aver esaurito la loro funzione originale. Molto vicino al Molino Stucky ad esempio, dove un tempo c’era il birrificio San Marco, ci sono adesso spazi espositivi, studi e unità abitative. In questo periodo c’è un padiglione della Biennale d’arte.

You know I love old buildings repurpose, the Molino Stucky is an example, but not the only one in Giudecca: there other buildings, built in the ’800s, which were born as factory , later they have stopped their first function and have been fortunately repurposed into something different. Near to Molino Stucky for example, at the former San Marco brewery, there are now an art village, studios and private houses. Now you can find one Biennale pavilion.

BIRRA SAN MARCO-VENEZIA FROM PEDAVENA

GIUDECCA VENICE

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E proprio fra il Molino Stucky e l’ex-birrificio San Marco c’è un luogo magico e affascinante, dove storia e tradizione continuano dal 1919 con la stessa finalità: la creazione dei bellissimi tessuti Fortuny, conosciuti in tutto il mondo.
Ho scoperto leggendo altri blog che è possibile visitare lo showroom e il giardino su appuntamento, (non la fabbrica, per preservare il segreto della tecnica originale).

Potevo io farmi sfuggire una simile occasione? Leggete il prossimo post e lo scoprirete…

Between Molino Stucky and former San Marco brewery, there is a magic and fascinating place, where history and tradition continue from 1919 to create the wonderful and worldwide renowned Fortuny fabrics.
Reading other blogs, I’ve found that it is possible to visit Fortuny showroom and factory gardens on request, (not the factory, of course, to protect their original technique secret).
Could I lose this opportunity? Read the next post to discover it…

28.6.17

FORTUNY MUSEUM

Ho passato il fine settimana a Venezia, ho visitato Museo Fortuny e poi anche lo showroom di Fortuny tessuti  presso la sede della fabbrica alla Giudecca (di questa vi parlerò in uno dei prossimi post!).

Per prima cosa chi è o cos’è Fortuny? Per quelli che non lo sapessero Fortuny è un famoso brand di meravigliosi tessuti stampati nato all’inizio del ‘900 dalla geniale mente del suo fondatore: Mariano Fortuny (1871-1949), poliedrico artista, spagnolo di nascita ma veneziano di adozione, che espresse il suo talento in pittura, incisione, scenografia, scenotecnica e illuminotecnica, disegno, fotografia, design della moda e degli interni. Famose le lampade da lui progettate che sfruttano la luce indiretta, il brevetto del tessuto plissé, reso noto con il modello dell’abito Delphos, nonché la tuttora segreta tecnica di tintura e stampa dei suoi tessuti con motivi floreali, geometrici o esotici.

Museo Fortuny è parte del circuito museale di Venezia, palazzo Pesaro degli Orfei fu costruito nel ‘400 e si deve proprio a Mariano Fortuny il suo recuperoquando ne fece la sua dimora nonché il suo studio-laboratorio, da qui il nome attuale. I restauri sono stati di tipo conservativo e di rispristino: visitandolo infatti si possono osservare numerosi elementi architettonici originali come ad esempio le parti lignee del loggiato del cortile interno e la travatura del tetto, alcune vetrate, e sui muri si può ancora leggere il lavoro di rimozione delle pareti divisorie non originali. E’ aperto solo in occasione di mostre temporanee, ma la cosa più interessante è il piano nobile del palazzo dove sono conservati il mobilio originale e altri oggetti dell’artista. Quadri, modellini, tessuti appesi come arazzi, lampade e la biblioteca che si intravede dalla porta vetri (nella quale purtroppo non si può entrare). Merita una visita, il palazzo è meraviglioso, ma mi sarebbe piaciuto trovare più luce e più attenzione sui lavori di Fortuny.

In questo periodo fino a novembre è allestita la mostra Intuition, nelle foto vedrete alcune delle opere in mostra ma la mia attenzione si è concentrata decisamente più su dettagli del palazzo che mi hanno colpita. Per correttezza aggiungo che le ultime quattro foto dove si vedono diverse angolazioni dello studio dell’artista non sono mie provengono da altri siti o da libri e sono state fatte durante altre esposizioni, le ho prese in prestito solo per darvi un idea; avrei infatti voluto farne io ma purtroppo l’illuminazione era davvero scarsa… in parte credo per un discorso di conservazione delle opere, in parte anche perchè la mostra corrente ha un atmosfera volutamente cupa (almeno secondo me).



I spent last weekend in Venice, and I visited Fortuny Museum and  Fortuny’s show room in Giudecca (for this check the next posts!).

First of all, who is or what is Fortuny? For those of you who don’t know Fortuny is a famous brand of wonderful hand printed fabrics born at the beginning of ‘900s from the genius of its founder: Mariano Fortuny (1871-1949), he was a multitasker artist, born in Spain but Venetian of adoption. He showed his talent in painting, etching, stage-design,theatrical stage lighting, photography, and interior and fashion design. Famous examples are its lamps with indirect light, the plissé patent, started with the Delphos gown, and especially the invention of his secret technique to dye and print textiles with floral, geometric or exotic subjects.

Fortuny Museum is part of Venetian City Museums, originally named Palazzo Pesaro degli Orfei, the building was built in the ‘400s and thanks to Mariano Fortuny it has been restored, when it was transformed into his home and atelier. All works made of the building focused on restoration and conservation: during the visit you can see original architectural elements such as wood parts of the eave and the roof, some stained glass windows, and on walls, you can see the signs of the not-original partition walls that have been removed. The museum is open only for temporary art exhibitions, but the most interesting thing is the main floor where are exposed original furniture and objects of the artist. Paintings, models, fabrics hanged as tapestry on the walls, lamps and the library, unfortunately only visible through the glass door. I recommend the visit, the building is wonderful, but it should be better to give more light and attention to Fortuny's works.

Now and until November there is the exhibition named Intuition, in my pictures you will see some of the artworks, but my attention was directed to building details. To be honest I would like to underline that the last four pictures regarding the studio are not mine, I borrowed them from other sites or books only to show you a bit of that space, they have been made during other exhibitions; I’ve tried to take some pictures on my own in that space but it was too dark… I think lights were so low to preserve artworks but also due to the current exhibition atmosphere (a little bit gloomy in my opinion).

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9.6.17

SUGGESTIONS 2beUNIQUE - NEW PAGE


Oggi sono entusiasta di annunciare la nascita di una nuova rubrica: SUGGESTIONS 2beUNIQUE! Rubrica di Consulenza d’arredo
Posts periodici con i quali le nostre amiche Martina e Elisabetta ci illustreranno il loro punto di vista su diversi argomenti o risponderanno alle vostre (e mie) domande!! Sì avete capito bene: se avete un dubbio, desiderate un consiglio o volete approfondire la conoscenza di un qualche argomento inerente al mondo Interior Design scrivetemi a silviadm121@yahoo.it e io girerò le vostre domande alle esperte di 2beUNIQUE!!
Troverete questi post in Homepage del Blog ad ogni pubblicazione ma anche raccolti in una pagina tutta dedicata a loro.


Today I’m excited to announce a new column:
SUGGESTIONS 2beUNIQUE! Interior Design Consultancy
Periodically posts written by  Martina and Elisabetta to show us their point of view about different matters or to answer to your questions!! (and mine)
Yes, if you have a doubt, need an advice or want to know more about something regarding Interior Design, you can write to silviadm121@yahoo.it and I will forward your questions to 2beUNIQUE!!
You will find these posts on the homepage every publication, then all together on a dedicated page.



Come preannunciato ieri, apriamo la rubrica con le loro considerazioni sul mondo dell’illuminazione: ecco i loro originali spunti di riflessione.

As anticipated yesterday, let’s open this column with their point of view on Lighting world and some suggestions!


MARTINA – Interior Designer

La lampada oltre che “arredare” deve avere soprattutto il compito di creare l'atmosfera migliore, rendendo la stanza un luogo piacevole quando la luce naturale manca. E' Importante studiare bene i punti luce a seconda delle esigenze di ogni stanza, personalmente prediligo la luce naturale, quella creata da tagli nelle pareti da lucernari o altri fori già studiati a livello di progetto di una casa.
A seconda dello stile di un'abitazione e della necessità, la lampada dovrebbe essere praticamente quasi invisibile, per non rovinare un'armonia nelle geometrie di una parete o di un volume; a volte invece è meglio che sia come un'opera d'arte, deve creare un'attrazione dove in una zona il vuoto è troppo vuoto.
Attualmente le lampade che adoro …. sono quelle in legno!
All'inizio non mi convincevano, poi ne ho vista una in un negozio e ho avuto la folgorazione.

The lamps have to decorate and create the right atmosphere, make the room a pleasant space, even when there is no natural light. It is important to study the right lights position for each room, in my opinion I always prefer natural light coming from open parts in the walls, skylights or other holes previously planned during the house project phase.
Depending on the house style and needs, the lamps should be almost invisible, to maintain the original walls or volume geometry-armony; however, sometimes lamps should be like a work of art, attracting the attention on a specific point.
At present, the lamps I like most are wooden ones!
At the beginning they did not convince me, but later I’ve seen the right one in a shop and I had a brainwave.








Ecco un elenco di alcuni brand che prediligo
Here below some of my favourite brands:

TOM DIXON
Le lampade di Tom Dixon mi piacciono soprattutto per le forme, alcune sinuose e morbide altre più squadrate. Fa un ottimo uso dei materiali come il rame (Copper) l'acciaio e il vetro.
I like it because of the forms, some lamps are slinky and soft, others are squared; and for the materials use: copper, steel and glass.

TOM DIXON


VIBIA
Di questa azienda adoro il modello “Wireflow” è di una leggerezza incredibile, la versione “free form” si può decidere di installarla praticamente ovunque creando dei giochi geometrici.
Its model “Wireflow” is one of my favourites, because it has visual lightweight; the version “free form” can be installed everywhere and creates beautiful geometric lines.

VIBIA

VIBIA

VIBIA

EX-NOVO
Ex-novo si contraddistingue per il suo materiale innovativo: la stampa 3d Printing. La mia preferita è “Armadillo”.
Ex-novo uses innovative materials: 3d Printing. My favourite is “Armadillo”

EX-NOVO
EX-NOVO

EX-NOVO

EX-NOVO

CATELLANI &SMITH
All'inizio della mia professione ho conosciuto quest'azienda di lampade e mi ha accompagnato sempre. Le lampade sono delle vere opere d'arte, lo studio della luce è sublime! Vanno sicuramente viste, nessuna foto rende loro giustizia!
With me from the beginning of my career, when I first met this brand, it is still my favourite. The lamps are true work of art and the light study is divine!
Pictures are not enough, you have to see them!

CATELLANI SMITH


And then  KARMAN, DELTALIGHT and ZUMTOBEL (tecnic), HIND RABII ( must see!), MOONI (outdoor, solar energy), IL FANALE (industrial chic!)


KARMAN

DELTALIGHT
ZUMTOBEL
HIND RABII
MOONI
IL FANALE


ELISABETTA - Architect

Nell’illuminazione non mi piace la staticità. Ti elenco un po' di lampade che mi sono sempre piaciute per la versatilità della forma, della collocazione e della resa cromatica/ luminosa dei corpi luce.

Regarding lighting I don’t like static natures. Here below some lamps that I’ve always liked for their flexibility about form, placement and luminous/chromatic performance.


CUBO - Cini e Nils - è unica! Un corpo luminoso piccolo, ma che con un gioco di specchi applicato al coperchio della scatola, regala luce soffusa, delicata, con direzionalità, più o meno intensa in base a quanto apri il coperchio della scatola.
Unique! A little luminous unit, but with mirrors inside the box cover, gives soft and adjustable light, depending on how much you open the box.

CINI NILS


AIM - Flos - Semplice, minimale, che puoi utilizzare sia in spazi con soffitti bassi che alti perché allestiscono in diverse altezze, ma soprattutto permette di posizionare i vari punti luce come più si preferisce, focalizzando l'attenzione su qualcosa in particolare. Lo trovo ironico e adattissimo ad ambienti moderni, come a rivisitazioni.
Simple, minimal, it can be used both in spaces with hogh or low ceiling, moreover allows to put the light points where you prefer, attracting to a specific subject. I find it ironic and suitable for modern spaces and new interpretation too.

FLOS


JUNCO - Flos - è divertente e permette di valorizzare un soffitto anche in una stanza vuota.
It is funny, and allows to add value to the ceiling, even with an empty room.

FLOS


PARENTESI - Flos: unica nel suo genere...anche qui la versatilità: lampada direzionabile, con un semplice segno strutturale, e collocabile ovunque grazie al cavo e piombo ed allo stile. Anche qui, come Aim , adattissima ad ambienti moderni, come a rivisitazioni.
Unique and flexible: adjustable lamp, simple structure and style, it can be put everywhere with its plumb-line. Suitable for modern spaces and new interpretation too.

FLOS


Karman - lo adoro in tutte le sue espressioni: sono fortemente ironici, ma con tanto buon gusto. Richiami al classico, ma con quel gusto romantico e sognatore.
I like it in every product: very ironic, but with good taste. Classic references with romantic and dreaming style.

KARMAN

KARMAN


TRADITION - Ciatti -  collocabili su arredi, a pavimento, appendibili...la solita storia: duttilità! Ma con linee essenziali che sono il must del segno moderno.
it can be put everywhere on furniture, on the floor, hanged...flexibility! With simple lines of modern style.

CIATTI


UOVO - FontanaArte - l’uovo, simbolo della nascita ...che da LUCE!
A me piace la versione grande di oltre 50 cm...
Ce ne sono molte interpretazioni, una che adoro è questa:
uovo troncato obliqualmente sulla punta, con il vetro colorato giallo ocra esternamente e blu internamente, crea delle gradazioni di colore variabili con l'intensità della luce, l’effetto simula il sorgere del sole.

Egg form, birth symbol ...giving LIGHT!
I like the big version over 50 cm...
There are many interpretations, one that I love is this egg cut on the top, made of glass, yellow outside and blue inside, it creates variable color gradations depending on light intensity, its effect seems a sunrise.

FONTANAARTE